Parco Nazionale del Pollino

ISTITUZIONE: DPR del 15.11.1993

SIMBOLO: Pino Loricato (Pinus Leucodermis)

ESTENSIONE: 192.600 ettari

REGIONI: Calabria e Basilicata

PROVINCE: Cosenza, Potenza e Matera

COMUNI: 56 in tutto di cui 32 in Calabria e 24 in Basilicata

ABITANTI: 172.500

VETTE PRINCIPALI:

Serra Dolcedorme (2267 m)

Monte Pollino (2248 m)

Serra del Prete (2181 m)

Serra delle Ciavole (2127 m)

Serra di Crispo (2053 m)

Cozzo del Pellegrino (1987 m)

La Mula (1935 m)

Monte Alpi (1900 m)

Monte Caramolo (1827 m)

La Montea (1825 m)

Monte La Caccia (1744 m)

Monte Sparviere (1713 m)

La Falconara (1656 m)

PRINCIPALI CORSI D’ACQUA:

Sinni (97 km)

Lao (64 km)

Coscile (49 km)

Esaro (44 km)

Sarmento (36 km)

Raganello (32 km)

Frido (25 km)

Abatemarco (20 km)

Rosa (19 km)

Argentino (19 km)

Peschiera (17 km)

RISERVE NATURALI ORIENTATE:

Valle del Fiume Lao – Comune di Papasidero (CS)

Gole del Raganello  – Comune di San Lorenzo Bellizzi (CS)

Valle del Fiume Argentino – Comune di Orsomarso (CS)

Rubbio – Comune di Francavilla sul Sinni (PZ)

FLORA:

La vegetazione si distingue per la grande ricchezza delle specie presenti che testimoniano la varietà e la vastità del territorio e le diverse condizioni climatiche che lo influenzano; alcune specie locali e la presenza di rare associazioni vegetali, rendono l’area del Parco unica in tutto il mediterraneo. Nella facsia fino ai 700-800 m prevale la macchia mediterranea con la presenza di leccio (Quercus ilex), lentisco (Pistacia lentiscus), ginepro (Juniperus communis, Juniperus oxycedrus, Juniperus phoenicea), mirto (Myrtus communis), corbezzolo (Arbutus unedo), roverella (Quercus pubescens), acero minore (Acer monspessulanum) e ginestra comune (Spartium junceum). Oltre gli 800 m fino ai 1100 m dominano le diverse varietà di querce, roverella (Quercus pubescens), cerro (Quercus cerris), farnetto (Quercus frainetto) spesso in mutua convivenza o in boschi misti con carpino orientale (Carpinus orientalis), acero (Acer obtusatum), castagno (Castanea sativa), ontano napoletano (Alnus cordata). Nella fascia montana, fino a quasi 2000 m, prevale la faggeta (Fagus sylvatica), pura o in formazioni miste con castagno, cerro e aceri. Nelle quote più basse il faggio si accompagna all’agrifoglio (Ilex aquifolium) e all’acero di Ungheria; nelle quote più alte e in ambiente di forra si accompagna all’acero di Lobel e, prevalentemente nel versante settentrionale del Parco, il faggio dà luogo alla particolare associazione con l’abete bianco (Abies alba), conifera presente in modo discontinuo nell’Appennino. Fino ai 1700 m si presentano formazioni aperte di pino nero (Pinus nigra). Ciò che distingue e rende unica la vegetazione montana del Pollino è, di certo, il pino loricato (Pinus leucodermis), emblema del Parco. Giunto nell’area calabro-lucana in epoche remote, è presente nella fascia alto-montana, fino ai 2200 m, sulle cime del Pollino e scende eccezionalmente fino ai 550 m nel versante sud-occidentale del Parco. La corteccia di questa conifera è grigio chiara, soprattutto nelle piante giovani, da cui il nome “leucodermis”; negli esemplari adulti la corteccia è fessurata in placche irregolari, cosiddette “loriche”, che richiamano le antiche corazze romane.

FAUNA:

Dal punto di vista faunistico l’area del Parco è fra le più importanti d’Italia per la grande ricchezza di specie e di peculiarità zoologiche dettate, oltre alla varietà degli ambienti, dalla posizione geografica. Ricche sono le specie appartenenti agli insetti, ai crostacei e agli anfibi tra cui ricordiamo il Tritone Crestato Italiano e la Salamandrina dagli occhiali (anfibi), il Gambero di fiume (crostacei), Rosalia alpina e Buprestis splendens (insetti).

Non meno rilevante è l’avifauna presente. Troviamo tra le tante specie la Coturnice e il Picchio nero. Ben dodici sono invece le specie di rapaci diurni tra cui l’Aquila reale, il Falco Pellegrino e il Capovaccaio. Tra i mammiferi troviamo famiglie di Lupo e la Lontra la cui presenza è stata rilevata lungo i corsi d’acqua dove si trova abbondanza di prede e un buon grado di copertura vegetale.

LUOGHI DI INTERESSE:

Bosco di Magrizzi

Castello di Isabella Morra

Bosco Vaccarizzo

Valle del Sinni

Bosco Magnano

Mulini del Torrente Frido

Sorgente Catusa

Santuario Madonna del Pollino

Borgo Antico di Laino Castello

Piani di Pollino

Piano Ruggio

Piano di Campotenese

Grotta del Romito e Valle del Lao

Santuario Madonna di Costantinopoli

Ruderi del Convento di Colloreto

Gole del Raganello

Piano di Novacco

Valle dell’Argentino

Cozzo del Pellegrino

Santuario della Madonna del Pettoruto

La comunità arbëreshe (tra il 1470 ed il 1540, nel territorio calabro-lucano, per sfuggire alle milizie turche, si insediarono alcuni nuclei provenienti dall’Albania che fondarono alcune comunità mantenendo viva la loro storia. Fedeli alle loro tradizioni, ai loro costumi ed alla loro lingua, sono riusciti a salvaguardare la cultura arbëreshe, fondando paesi come: Acquaformosa, Civita, San Basile, Lungro, Plataci, Frascineto, San Costantino Albanese e San Paolo Albanese. La Calabria è la regione con la maggiore presenza di comunità arbëreshë, contando 58.425 persone. Importanti comunità arbëreshë abitano in almeno 30 comuni della regione, in particolare proprio nella provincia di Cosenza. Di grande interesse religioso sono le funzioni di rito greco-bizantino, così come la celebrazione del matrimonio. In queste comunità si tramanda ancora oggi il dialetto meridionale dell’albanese.

COME ARRIVARCI:

In auto:

Per chi giunge da nord o da sud, lasciare l’autostrada A3 nel tratto fra le uscite di Lauria Nord e Spezzano Terme, imboccando la SS19, che attraversa il Parco, la SS504 e la SS105, che giungono fino al Mar Tirreno, la SS653 (Sinnica) e la SS92 fino al Mar Jonio.

In treno:

Le più vicine stazioni ferroviarie sono: Sapri, in Campania; Policoro e Maratea in Basilicata; Scalea, Paola e Sibari in Calabria. Molte sono le società di autolinee che garantiscono il collegamento da questi paesi alle località principali del Parco.

SITO INTERNET:

http://www.parcopollino.gov.it

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