Sul Parco Nazionale del Pollino
Il Parco Nazionale del Pollino è stato istituto il 31 dicembre 1990, si estende per 192.565 ettari e copre 2 regioni (Basilicata e Calabria), 3 province (Cosenza, Matera e Potenza) e 56 comuni (di cui 24 in Basilicata e 32 in Calabria). Le vette principali sono la Serra Dolcedorme (2.267 m), il Monte Pollino (2.248m), la Serra del Prete (2.181 m) e la Serra delle Ciavole (2.127 m) e i fiumi più lunghi sono il Sinni (97 km) e il Lao (64 km). Il comune di Papasidero fa parte della riserva naturale orientata della Valle del fiume Lao.
Il simbolo del Parco Nazionale del Pollino è il pino loricato, albero a corteccia fessurata in placche a scaglie lucenti con rami bianco- grigiastri ed aghi verdi e cupi. É un relitto dell'ultima glaciazione. Vegeta ormai nelle zone rocciose più impervie, modellato dal vento, dal gelo e dai fulmini. Il territorio si compone di diversi massicci montuosi: il Massiccio del Pollino, i monti dell'Orsomarso e il monte Alpi.
La vegetazione si distingue per la grande ricchezza delle specie presenti che testimoniano la varietà e la vastità del territorio e le diverse condizioni climatiche che lo influenzano. Tra gli altri, sono presenti: leccio, lentisco, mirto, corbezzolo, ginestra comune, diverse varietà di querce, roverella, cerro, farnetto, castagno, ontano napoletano e diverse varietà di acero. Il Parco Nazionale del Pollino presenta anche una grande varietà di piante officinali tra cui l'iperico (o erba di San Gìovanni), la ginestra minore, il tarassaco comune, la ginestra odorosa, il biancospino, il ginepro, la pervinca, l’alloro e molti altri. Anche dal punto di vista faunistico, l’area del Pollino è fra le più rilevanti di tutto il meridione d’Italia. Oltre alla varietà di ambienti, da quelli strettamente mediterranei a quelli alto montani, la posizione geografica consente un’elevata ricchezza di specie e di peculiarità zoologiche, in quanto favorisce lo scambio di elementi faunistici con il resto dell’Appennino. Tra gli animali più caratteristici che si possono menzionare troviamo: il lupo appenninico, il capriolo di Orsomarso, l’aquila reale, il cinghiale, il capriolo, lo scoiattolo, la lepre, l’istrice e il ghiro.
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